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Le PR e il futuro in Una. Conferme e aspettative.

By Theoria Theoria | Press Room | 0 Comments

Si avvicina la data fissata per le elezioni della neo costituita UNA, l’Associazione nata dalla fusione tra Assocom ed Unicom. Un progetto straordinario e necessario, che ha assecondato e in qualche modo anticipato le esigenze di un mercato della Comunicazione profondamente cambiato ed estremamente fluido. PrHub, parte attiva e influente in UNA, si interroga in merito alle possibilità e ai tempi necessari per vedere realizzati i propri progetti, suggerendo alcune linee guida alla prossima Governance.

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Sappiamo bene che il mare magnum della Comunicazione è composto da una serie di discipline, tutte presenti nel contesto di UNA, ciascuna dotata, ieri come oggi, di specifiche peculiarità e obiettivi.

La scelta delle Agenzie di Relazioni pubbliche che hanno aderito ad UNA è strettamente legata alla possibilità di interazione, collaborazione e ricerca di sinergie di business tra diversi Dna che solo una struttura associativa del genere può garantire e agevolare in un momento storico denso di opportunità come quello che stiamo vivendo. E’ innegabile infatti che nell’attuale società iper complessa e sempre connessa le relazioni che le Organizzazioni attivano (o non attivano) con i rispettivi ecosistemi rivestono un’importanza strategica rilevantissima.

La funzione e insieme la missione delle Relazioni Pubbliche consiste in un insieme di attività volte a sviluppare la credibilità di un’Organizzazione, rafforzandone e comunicando posizionamento e reputazione presso i propri shareholders, stakeholders e, più in generale, presso i pubblici di riferimento interni ed esterni, generando e consolidando relazioni positive.

Le Relazioni Pubbliche rappresentano certamente un’attività a forte contenuto strategico, operando in modo pro-attivo con l’obiettivo di governare i sistemi relazionali che coinvolgono tutti i soggetti che possono influenzare lo sviluppo di un’Azienda, favorendone un profondo radicamento nel proprio eco-sistema

I segmenti di pubblico che compongono l’universo di riferimento di un’Organizzazione sono molteplici e diversificati e ciascuno esprime esigenze, opportunità e linguaggi differenti, obiettivi e criticità più o meno rilevanti.

Tra tante discipline, è il Dna delle Relazioni Pubbliche quello che ha in sé, più di altri, la capacità di gestire in modo diversificato ciascuna tipologia di influenti, rivolgendosi a ciascuno con linguaggi specifici, attivando la funzione di ascolto, avviando azioni d’informazione, di coinvolgimento e di interazione con il fine ultimo di gestire e governare le relazioni con tutti gli attori dell’eco-sistema in maniera efficace e armonica.

Negli anni le Relazioni Pubbliche si sono evolute e ai valori cui storicamente sono legate (trasparenza, eticità, formazione, competizione, internazionalizzazione) se ne sono aggiunti di nuovi. Tra gli altri, consapevolezza, rispetto, impatto.

Per consapevolezza si intende l’avere coscienza che il ruolo delle Relazioni Pubbliche è in una fase di profondo cambiamento. La società si sta trasformando: la scelta d’acquisto è più meditata, la condivisione è uno stile di vita, l’economia da lineare diventa circolare. In un mercato che è cambiato, per creare relazioni di valore è necessario essere consapevoli che le persone sono più informate, critiche, diffidenti, vogliono essere autonome nelle scelte, valutano non solo il prodotto ma l’Azienda che lo produce.

Alla luce di questo cambiamento un’altra parola chiave diventa rispetto, cioè la capacità di accogliere, accettare e discutere idee e proposte che arrivano dagli stakeholder interni ed esterni. Ma è necessario fare un passo in più: non è sufficiente rispettare l’opinione delle persone, bisogna capire le loro attese e analizzare le loro istanze. Un approccio che è alla base di un percorso finalizzato all’ingaggio dei portatori di interesse.

Diventa sempre più importante valutare l’impatto della comunicazione nella creazione di quegli intangible asset riconosciuti importanti anche dagli investitori. La reputazione di un’Organizzazione migliora se si sviluppano diversi capitali: oltre a quello economico, anche quello umano, relazionale, ambientale etc. Se alle imprese è affidato il compito di operare scelte corrette per integrare nel proprio business l’attenzione all’ambiente e al sociale, i comunicatori devono essere capaci di valorizzare questo impegno. Anche per questo è urgente dotarsi di strumenti condivisi per valutare le ricadute dell’attività di comunicazione sulle performance dell’organizzazione.

Stiamo assistendo a quella che qualcuno chiama una vera e propria metamorfosi: non basta quindi aggiornare gli strumenti esistenti perché la trasformazione è profonda. In questo contesto in rapida evoluzione cambiano anche le competenze di chi opera nelle Relazioni Pubbliche: oggi, più che in passato, chi si occupa di comunicazione deve essere aperto alla contaminazione, deve credere nella necessità di un approccio interdisciplinare, deve sperimentare nuovi strumenti e nuovi linguaggi.

La digital transformation ha infatti segnato un profondo cambiamento nel paradigma di comunicazione; un cambiamento dinamico, mutevole, che modifica di continuo le regole del gioco.

Sono cresciuti a dismisura i touchpoint fra marca e consumatore; si è pensato che il branded content fosse il nuovo terreno di gioco, salvo poi accorgersi che l’interruption marketing è lungi da sparire, ma è diventato solo tremendamente più complesso nella gestione e meno qualitativo nell’output.

Se la digitalizzazione abilita la relazione diretta fra marca e consumatore, quali nuovi valori possono portare le Relazioni Pubbliche nella costruzione del rapporto con i brand?

Oggi la comunicazione mediata, proprio per l’accesso più diretto e rapido a qualsiasi contenuto, è estremamente efficace non solo nel medio periodo ma anche nel breve termine. Un’opinione letta su un blog, una recensione condivisa via Whatsapp, il giudizio espresso da un influencer in una IG story: sono tutti esempi che possono influenzare o spostare una decisione d’acquisto.

Assistiamo dunque a una sorta di inversione nello storico rapporto tra Relazioni Pubbliche e ADV: le PR oggi sono senza dubbio più strettamente connesse ai risultati che possono direttamente portare al business delle Aziende.

Le Aziende infatti chiedono di incidere sulle performance di mercato, chiedono KPI chiari e misurabili e sono sempre più alla ricerca di un interlocutore strategico in grado di garantire il raggiungimento di questi obiettivi passando dalla costruzione e dal consolidamento della reputazione e della rilevanza della marca.

La sfida imminente per le Aziende è quindi quella di sviluppare strategie che possano governare la Media and Shopping Fragmentation, costruendo relazioni e provocando reazioni sul proprio target.

Le Relazioni Pubbliche, oggi, propongono progetti costruiti su approcci di strategic planning, in grado di produrre insight profondamente connessi alla strategia di marca. Interagiscono con media eterogenei, con una presenza sempre più rilevante di social e digital. Sono in grado di costruire contenuti rilevanti, sempre più creativi, in grado di generare reazioni utili alla conversione. Integrano armonicamente elementi tech (SEO, etc.) tra le proprie competenze. Si relazionano efficacemente con metriche e numeriche legate ai big data del cliente.

Le Relazioni Pubbliche rappresentano quindi l’indispensabile collante in grado di rendere armonico e strategico il necessario interagire di tante diverse discipline, nel mercato della Comunicazione e ancora di più all’interno di una grande Associazione che fa della collaborazione e della contaminazione tra tante sigle il proprio tratto distintivo, il principale obiettivo per il futuro.

Sarà per PrHub essenziale, quindi, poter vivere UNA attivamente, con propri rappresentanti nel prossimo Consiglio Direttivo, che possano ricoprire cariche istituzionali adeguate e riconosciute, cui vengano affidate deleghe specifiche: rapporti con le Istituzioni, con le altre Associazioni, con il mondo Accademico.

Sarà altrettanto importante progettare e dare vita ad un evento che, oltre ai già esistenti IF! e Comunicare Domani, possa dare risalto ad UNA e alle Relazioni Pubbliche presentando un’approfondita ricerca/analisi di mercato e di settore, con il coinvolgimento delle più importanti associazioni europee quali ICCO ed EACA. Alla ricerca verrà data continuità istituendo un Osservatorio che avvii un lavoro di indagine e analisi per estrapolare i dati relativi all’intero settore della comunicazione.

Infine, pianificare frequenti momenti di confronto e di riflessione tra i diversi Dna rappresentati in UNA, tra le Agenzie e i Clienti, tra UNA e le Istituzioni. Per migliorare la reciproca conoscenza e rendere sempre più solidi i rapporti, per creare fiducia reciproca, per fare crescere e prosperare l’intero mercato, per guardare davvero avanti.

L’11 Aprile si avvicina, PrHub è pronta a collaborare per costruire il futuro della Comunicazione nel nostro Paese.

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